Se siete genitori che vogliono essere attenti alle scelte che fanno in termini sostenibili, non solo per essere responsabili nei confronti dell’ambiente, ma anche del futuro dei vostri figli, allora questo articolo fa al caso vostro.

Mi faccio molte domande ogni giorno sulla mia responsabilità in quanto individuo e in quanto genitore relativamente alla salvaguardia del nostro Pianeta, da più punti di vista.

Ci sono molti modi per rendere la propria famiglia più rispettosa dell’ambiente attraverso piccoli cambiamenti nella nostra routine, da compiere uno alla volta e con i vostri tempi.

Perché la verità è che essere un genitore sostenibile non è facile e richiede un po’ di fatica, come qualsiasi cambiamento.

Cosa significa essere un genitore sostenibile?

Essere un genitore sostenibile significa fare del proprio meglio per vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda: sia da un punto di vista ecologico che sociale. Significa essere consapevoli di ciò che si acquista e consuma, oltre che del suo impatto sul mondo in cui viviamo, ma anche di come ridurre il proprio impatto ambientale quotidianamente.

Questo si può fare adottando alcuni semplici accorgimenti nella vita di tutti i giorni: dal consumo di acqua del rubinetto grazie ai filtri installabili facilmente o le fontanelle delle aziende idriche municipali, all’avvio di lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico, fino all’acquisto second hand di ciò che ci serve nella quotidianità.

Per cominciare da qualche parte, ecco i miei suggerimenti.

Abbigliamento a lungo termine

I bambini crescono in fretta quindi dobbiamo essere oculati nell’acquisto di abbigliamento per loro, visto che lo indosseranno per brevi periodi di tempo e, in alcuni momenti della loro vita, sporcheranno tutto solo guardandolo. 

Al contempo dobbiamo fare attenzione alla qualità di ciò che acquistiamo, perché la pelle dei bambini, soprattutto quella dei neonati, è molto più delicata e soggetta ad allergie della nostra.

Secondo me le soluzioni da adottare sono quattro (e non si auto escludono):

  • creare un guardaroba capsula per i nostri figli, scegliendo un numero di capi limitati per ogni stagione e ogni età, in modo da sfruttare ogni singolo capo o accessorio al massimo. Questo vi permette anche di investire in capi di qualità e di privilegiare l’acquisto di abbigliamento nuovo presso realtà più piccole e artigianali. Per saperne di più sul guardaroba capsula, puoi leggere questo articolo sul mio blog.
  • allungare il più possibile la vita dei capi acquistati, per esempio tingendo i capi che si sono macchiati, acquistando le prolunghe per body per sfruttarli più a lungo, tagliare maniche e pantaloni in modo da sfruttarli anche nella stagione successiva (es. creando pantaloncini da pantaloni lunghi), usare i vestitini da neonato per le bambole quando nessuno in famiglia li può più indossare.
  • optare per il second hand ogni volta che si può, soprattutto per quei capi che vengono sfruttati per un periodo di tempo limitato e rischiano di diventare piccoli in fretta (es. le giacche leggere primaverili o i guanti invernali), facendo sempre molta attenzione alla fattura e ai materiali di ciò che acquistiamo.
    Il second hand è una risorsa anche per chi ha bisogno di fare spazio: se avrete investito in capi di qualità, potrete facilmente rivenderli o regalarli, in modo che possano servire ancora molte famiglie. 

Sbarazzarsi del monouso.

Lo sappiamo: la plastica non è sostenibile. Ma è anche vero che in molti ambiti, al momento, è l’unica alternativa possibile: per esempio nel mondo dell’alimentazione, perché preserva i cibi più a lungo permettendo loro non solo di conservarsi meglio, ma anche di potersi spostare da un luogo all’altro senza rovinarsi e creare sprechi inutili.

Ci sono però molti ambiti in cui la plastica è ormai superflua: nella nostra vita da genitori sono molte le occasioni in cui possiamo trovare un’alternativa all’utilizzo della plastica o, in generale, del monouso.

Vediamo qualche esempio di materiali che possiamo

I pannolini usa e getta, le salviette, i dischetti in cotone.

Si tratta senz’altro di cose utili, pensate per essere comode, ma creano davvero moltissimi rifiuti.
Le alternative in questo caso sono i pannolini lavabili che dopo il loro ciclo di utilizzo possono essere, appunto, lavati e in futuro utilizzati da altri bambini o famiglie.
In alternativa esistono pannolini biodegradabili e realizzati in materiali più sostenibili (che per esempio sono utili durante i viaggi lunghi).

Salviette e dischetti in cotone possono, invece, facilmente essere sostituiti da dei panni in cotone o garza (come le mussole) o semplici asciugamani, da lavare in lavatrice all’occorrenza.

Piatti, bicchieri e posate per le feste di compleanno dei nostri bimbi.

In questo caso, secondo me, dobbiamo fare una distinzione: quella tra le feste in casa e le feste fuori casa.

Per le feste in casa l’ideale è utilizzare piatti, bicchieri e posate lavabilli, che non si possano rompere facilmente. Esistono moltissimi set colorati realizzati anche in materiale eco-bio (spesso creati da materiali riciclati) che si possono utillizzare e poi lavare: basta sceglierli lavabili in lavastoviglie!

In alternativa, per le feste al parco o in spazi appositi è importante scegliere stoviglie compostabili o biodegradabili: piatti, posate e bicchieri che possono essere buttati nell’umido e quindi non finire in discarica per il prossimi 40 anni.

Giocattoli e libri

Non sono materiali monouso, ma spesso hanno involucri e imballaggi che lo sono: parliamo di libri e giocattoli.

Negozi dell’usato, Vinted, cantine dei nonni, cassetti a casa degli amici con figli e Facebook Marketplace sono luoghi pieni di giochi in ottimo stato che cercano un nuovo proprietario.
Prima di cercare affannosamente qualcosa di nuovo per i nostri bambini sugli shop online, chiediamo ad amici e parenti, controlliamo i negozi di second hand e le app di vendita tra privati: si trovano delle chicche a prezzi molto accessibili (se non gratis) di cui i bambini saranno molto felici.

Per i libri invece possiamo affidarci alle biblioteche: creare un rito con i nostri figli di andare, magari una volta al mese, a prendere in prestito (e restituire) i libri da leggere prima di andare a dormire o nei momenti di relax è un ottimo modo per uscire, instaurare un’abitudine e tenere in vita un servizio importantissimo per la cittadinanza. Poi, i vostri libri preferiti, potete acquistarli per poterli leggere tutte le volte che volete.

Essere un genitore eco-friendly è possibile

Essere un genitore sostenibile è possibile, ma per farlo bisogna cambiare il vostro modo di fare le cose!

Essere un genitore eco-friendly non significa solo ridurre la nostra impronta di carbonio (anche se è importante), ma anche assicurarsi che i nostri figli capiscano perché facciamo quello che facciamo e instillare in loro valori che sostengano la sostenibilità per tutta la vita, indipendentemente dal luogo in cui finiranno per vivere o dal percorso professionale che sceglieranno più avanti nel tempo.

Insomma, la prima regola della genitorialità sostenibile è dare il buon esempio.

Ma non preoccupatevi! Non è necessario fare tutto in una volta. Iniziate in piccolo, magari con uno o due cambiamenti che funzionano bene per la vostra famiglia, e poi aumentate da lì. E ricordate: non abbattetevi se qualcosa non funziona come previsto, può capitare. La consapevolezza vi darà strumenti in più per fare scelte migliori la prossima volta.