Hai presente quei preparati per torte che trovi negli scaffali dei supermercati, solitamente in alto? Sono scatole colorate su cui campeggiano scritte come “realizza in modo facile e veloce deliziosi dolci classici”. Dentro ci trovi una polvere magica, composta da farine, amido di mais, zucchero, lievito e aromi vari. Tutto pronto, per farti risparmiare tempo. Tutto facile, per evitare di sbagliare e ottenere quel “delizioso dolce classico”, dal sapore uguale per tutte le famiglie.

Oggi ti voglio spiegare di come il tempo sia una componente importantissima quando parliamo di tintura naturale. Di come questo lungo e complicato processo incida sul risultato finale: un risultato unico, artigianale, che a me fa venire in mente le torte della nonna cucinate senza fretta, sporcandosi le mani di uova e farina. Sono dolci ben più appaganti per il palato dei preparati industriali.

Per farlo, ti racconto per filo e per segno quali sono le fasi del processo di tintura standard dei tessuti Le Tintine:

 

  1. La mordenzatura

 

Prima di procedere con il bagno di tintura, è necessario che le fibre del tessuto si “aprano” per essere ricettive al colorante e il più possibile stabili; è tutta una questione chimica legata al PH del filato naturale. Il processo si chiama così perché si realizza attraverso l’uso di veri e propri “mordenti” (sostanza che permettono di fissare i coloranti alle fibre) da sciogliere nell’acqua. Quali sono i più utilizzati? I sali di origine minerale o sintetica, come l’allume di rocca o di potassio, o sostanze vegetali come i tannini (un esempio: la noce di galla della quercia, un tannino neutro usato perlopiù per la tintura delle fibre dai colori chiari).
Ma come funziona la mordenzatura? Per prima cosa, viene pesato il tessuto asciutto per poter stabilire la giusta quantità di acqua e di mordente da utilizzare. Il bagno di mordenzatura viene fatto all’interno di pentoloni che portano l’acqua a una temperatura piuttosto elevata (fino a 80/100°C). Il bagno può durare da un minimo di un’ora fino a un’intera giornata. Il tempo di attesa dipende ovviamente da diversi fattori, soprattutto dal tipo di mordente scelto: per esempio, una mordenzatura “alternativa” con latte di soia ha bisogno di riposare per circa 24 ore.

 

  1. L’estrazione

Per tingere hai bisogno del colorante naturale e non trovi al supermercato. Il colore che si andrà a utilizzare per il bagno tintorio si ottiene facendo macerare o bollire foglie di the, fiori di ginestra, bucce di cipolla, bacche di mirtillo e tantissime altre piante tintoree. Il tempo necessario per questa operazione? Ogni pianta è diversa e con qualcuna il decotto è più rapido, ma generalmente bisogna far cuocere il tutto per almeno un’ora e lasciare poi riposare il bagno colorato per altre 24 ore.

 

  1. Il bagno di colore

    Ci siamo quasi! Ora che l’acqua colorata è pronta, si può immergere il tessuto “mordenzato”, e quindi pronto per ricevere la tinta e lasciarlo in ammollo in acqua bollente per almeno un paio d’ore, controllando sempre che la progressiva colorazione delle fibre sia omogenea. Più lungo sarà il tempo in cui si lascerà bollire il tessuto, più intenso sarà il suo colore.

Fatto questo è  poi necessario attendere che il tessuto si raffreddi, nella stessa acqua di tintura. Solo allora si potrà procedere col fissaggio del colore: si immerge il capo, finalmente colorato, in un contenitore con acqua e aceto (o sale grosso) e lo si lascia a bagno per una notte. Un ultimo sciacquo la mattina seguente, qualche ora perché la stoffa si asciughi all’ombra, ed ecco che il capo è pronto!

 

Ok, ricapitolando: almeno qualche ora per la mordenzatura, fino a una giornata intera per l’estrazione del colorante naturale necessario e ancora, in media, una giornata per il bagno finale. In totale, 2-3 giorni per poter finalmente toccare un soffice capo colorato.
È un calcolo ottimista, oltretutto, perché non dobbiamo dimenticarci che l’arte tintoria non è matematica: spesso può essere necessario ripetere la mordenzatura o il bagno tintorio per raddrizzare il tiro, se qualcosa è andato storto, o se si vuole ottenere una colorazione più intensa. Insomma, come è capitato anche a me con qualche capo Le Tintine, il processo di tintura può arrivare a durare anche un’intera settimana.

 

Non c’è bisogno che ti spieghi quale sia la differenza, a livello temporale, rispetto alla colorazione sintetica industriale: avrai intuito che una maglietta del fast fashion ha subito un processo di colorazione infinitesimamente più rapido.

 

Per chi ancora si chiede come mai i filati organici lavorati artigianalmente e colorati con tintura naturale abbiano un prezzo finale spesso elevato, una delle risposte sta proprio in questi tempi dilatati e in queste attese affascinanti, uniche proprio come il prodotto finale, perché ogni volta diverse. Esattamente come la torta della nonna: il frutto di un lavoro certosino e paziente, dal sapore casalingo e irripetibile, semplicemente speciale.