Cos’è la tintura naturale?

Ho sempre avuto la passione per il colore. Da bambina mi divertivo a preparare dolci di tutte le tinte da condividere con i miei compagni di classe. Mi piaceva osservarli nel gustare quello che avevo preparato per loro e riportare a casa, con una sana dose di curiosità e stupore, quelli che venivano rifiutati. I miei compagni di classe rifiutavano sempre i dolci blu, una tonalità che non era presente nell’alimentazione quotidiana.
I miei dolcetti avevano tutti il medesimo sapore, cambiava solo il colore.
Bastava così poco per rivoluzionare un risultato?
Io mi domandavo dove fosse nato il colore. Mi chiedevo: è solo un’abilità del nostro corpo, il percepire un mondo in bianco e nero in modo differente da ciò che è? O davvero la Natura ha inventato una gamma di tonalità così vasta da andare oltre le sette sfumature dell’arcobaleno?
 Il potere che il colore esercita sulla nostra vita mi ha spinta a ricercare quali fossero le sue origini per molto tempo. Fu così che scoprii che le sue radici erano connesse con la Terra e il potere della Natura.
 

La storia della tintura naturale

La storia della tintura naturale ha origini antiche e parla di rispetto per l’ambiente, di ritmi lenti e di duro lavoro ripagato da risultati intensi e mai banali, dove ogni tintura è una scoperta straordinaria e un dono inaspettato del territorio.
La storia della tintura sembrava rubata a un romanzo.
Un chimico inglese, una scoperta accidentale ed ecco che da una sostanza chimica, l’anilina, fu ricavato un colore: il malva. Davanti alla scoperta scientifica, alla rapidità con cui la produzione poteva aumentare e i costi per le materie prime ridursi, la tintura tessile divenne a base di sostanze chimiche. Era la metà dell’Ottocento, in piena esplosione industriale ed espansione economica. Dovevo aggiungere altro? I colori, in quel contesto, non avevano sfumature né potevano contenere errori: erano sintetizzati in modo perfetto, rubati alla natura e riprodotti in laboratorio.
 
E prima dei colori chimici cosa c’era? mi chiedevo.
C’era la tintura naturale. Solo lei.
Millenni di storia della tessitura e della moda dove l’unica possibilità per tingere i tessuti era utilizzare le risorse della Terra. Bacche, piante, cortecce, radici, spezie, frutta, fiori e ortaggi sono ancora oggi le materie prime da cui ricavare colori unici per abiti e tessuti in fibre naturali come lana, seta, cotone, lino e canapa. C’è un unico imperativo: tutto deve essere naturale, qualsiasi sostanza chimica e industriale è bandita.
 
La storia della tintura naturale si affianca alla storia dell’umanità.
Dalla Preistoria a metà Ottocento non c’è stato altro se non la tintura naturale.
Fu grazie al commercio tra i popoli del Mediterraneo che l’Impero Romano lasciò andare i colori austeri delle proprie vesti per ricercare nella tintura naturale uno status sociale ed economico.
L’industrializzazione interruppe questo mercato virtuoso a metà dell’Ottocento, tuttavia non andarono persi gli insegnamenti di una tradizione antichissima che oggi sta tornando nelle nostre case grazie alla volontà di valorizzare ciò che la Natura ci può offrire, in contrapposizione all’appiattimento freddo e sterile dei colori chimici.
Ed eccola lì, la radice del colore: nella Terra, nella Natura che mi circondava, nei suoi prodotti.
La tintura naturale è un gesto delicato e consapevole verso noi stessi, i nostri figli e il nostro pianeta. Utilizzare questo metodo per tingere i nostri tessuti significa inserirsi all’interno dell’ecosistema e attingere alle sue risorse nel pieno rispetto di noi stessi e dell’ambiente.
In una società che non fa sconti sulla velocità del progresso tecnologico, da diversi anni il movimento green sta portando avanti la sua battaglia verso la sostenibilità.
L’attenzione alla lettura delle etichette dei prodotti acquistati, dei componenti dei prodotti di bellezza e della sostenibilità agricola con l’acquisto di prodotti a Km 0 ci sta mostrando che una vita da consumatori consapevoli è possibile.
La riscoperta della tintura naturale fa parte di questa ricerca, del desiderio di tornare a un contatto più intimo con la Natura lasciandoci avvolgere dai suoi ritmi e dai prodotti che può offrirci, senza forzature e nel pieno rispetto dei suoi cicli.